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domenica, 26 Maggio 2024

Han­no vin­to! La sor­ve­glian­za di mas­sa è ovun­que

«Ormai gli uten­ti con­di­vi­do­no sen­za pro­ble­mi le infor­ma­zio­ni per­so­na­li onli­ne. Le nor­me socia­li cam­bia­no nel tem­po. E così la pri­va­cy». Così nel 2010 Mark Zucher­berg (fon­da­to­re e CEO di Face­book) dava il ben­ser­vi­to alla pri­va­cy onli­ne. Ora Julian Assan­ge (il fon­da­to­re di Wiki­leaks) ci dice che allo sta­to attua­le, la socie­tà glo­ba­le non ha più pri­va­cy e non tor­ne­rà mai più ad aver­la.

Duran­te una con­fe­ren­za inter­na­zio­na­le per il deci­mo anni­ver­sa­rio di Rus­sia Today, Assan­ge ha aggiun­to: «La sor­ve­glian­za di mas­sa sta gua­da­gnan­do ter­re­no e pur­trop­po con­ti­nue­rà ad espan­der­si».
Que­sto per­ché il costo del­la sor­ve­glian­za ha un trend al ribas­so «di cir­ca il 50% ogni 18 mesi», in quan­to dimi­nui­sco­no i costi del­le tele­co­mu­ni­ca­zio­ni, dell’informatizzazione e del­lo stoc­cag­gio dei dati.

Già nel 2012, nel suo libro “Cypher­punk” (edi­to in Ita­lia da Fel­tri­nel­li con il tito­lo “Inter­net è il nemi­co”), Assan­ge ave­va lan­cia­to un gri­do di allar­me: il mon­do cor­re ver­so una «nuo­va disto­pia tran­sa­zio­na­le».
Il fon­da­to­re di Wiki­Leaks con­ti­nua: «Que­sta evo­lu­zio­ne è pas­sa­ta qua­si inos­ser­va­ta al di fuo­ri del­le cer­chie depu­ta­te alla sicu­rez­za nazio­na­le. È sta­ta occul­ta­ta dal segre­to, dal­la com­ples­si­tà e dal­le dimen­sio­ni. Inter­net, il nostro mas­si­mo stru­men­to di eman­ci­pa­zio­ne, è sta­ta tra­sfor­ma­ta nel più peri­co­lo­so con­tri­bu­to al tota­li­ta­ri­smo che si sia mai visto. Inter­net è una minac­cia per la civil­tà.
Que­ste tra­sfor­ma­zio­ni sono avve­nu­te in silen­zio per­ché chi sa che cosa sta suc­ce­den­do lavo­ra nel set­to­re del­la sor­ve­glian­za glo­ba­le e non ha il mini­mo inte­res­se a par­lar­ne. Se abban­do­na­ta alla pro­pria iner­zia, la civil­tà glo­ba­le diven­te­rà nel giro di pochi anni una post­mo­der­na disto­pia del­la sor­ve­glian­za, dal­la qua­le nes­su­no potrà fug­gi­re, a par­te gli indi­vi­dui più abi­li. Anzi, for­se ci sia­mo già.
»

Che cosa sta suc­ce­den­do se, oltre al pala­di­no del web libe­ro, anche il “guru del­la rete” Andrew Keen denun­cia «la rac­ca­pric­cian­te tiran­nia di un social net­work sem­pre più tra­spa­ren­te che minac­cia la liber­tà indi­vi­dua­le, la feli­ci­tà e for­se per­fi­no la per­so­na­li­tà stes­sa dell’essere uma­no con­tem­po­ra­neo»? [“Ver­ti­gi­ne digi­ta­le. Fra­gi­li­tà e diso­rien­ta­men­to da social media” — Egea 2013].

Sta suc­ce­den­do che l’incubo di un Panop­ti­con digi­ta­le ini­zia a far­si stra­da. Il web diven­ta sem­pre più uno dei tan­ti luo­ghi di con­trol­lo socia­le, ed assu­me un ruo­lo che va oltre quel­lo del sem­pli­ce Panop­ti­con imma­gi­na­to da Ben­tham, per­ché nel web sia­mo con­tem­po­ra­nea­men­te osser­va­to­ri ed osser­va­ti (da più pun­ti foca­li).

Ma il con­trol­lo nel­la nostra socie­tà capi­ta­li­sta con­tem­po­ra­nea, sta diven­tan­do sem­pre più “isti­tu­zio­na­liz­za­to”, dove per isti­tu­zio­ne pren­dia­mo in sorveglianza di massa - Social Media & Dataveillancepre­sti­to la defi­ni­zio­ne che né da Micha­lis Lia­nos nel suo libro “Il nuo­vo con­trol­lo socia­le”: «Inten­do per isti­tu­zio­ne ogni strut­tu­ra che cen­tra­liz­za il com­por­ta­men­to uma­no intor­no alla pro­pria esi­sten­za e i pro­pri pro­get­ti, e, in tal sen­so, con­fi­gu­ra ine­vi­ta­bil­men­te i fram­men­ti d’azione e di pen­sie­ro a sé con­sa­cra­ti, con un impat­to sul­la vita inte­rio­re, inti­ma e socia­le dei sog­get­ti di que­sti fram­men­ti. Un’impresa, un ser­vi­zio pub­bli­co o un cen­tro com­mer­cia­le sono del­le isti­tu­zio­ni, come lo sono ugual­men­te un siste­ma ope­ra­ti­vo e una rete tele­fo­ni­ca o di tra­spor­ti. Quel che crea l’istituzione nel­la moder­ni­tà recen­te è la sua fun­zio­ne di con­giun­zio­ne, la sua con­cen­tra­zio­ne di azio­ni e pen­sie­ri intor­no ad essa e dun­que la sua ine­ren­te capa­ci­tà di rego­la­re que­ste azio­ni e que­sti pen­sie­ri, poi­ché essa li gene­ra.»
Le nostre azio­ni, e il cam­bio di com­por­ta­men­to, non sono gui­da­ti dal­la for­za, ma attra­ver­so la sedu­zio­ne e con la nostra col­la­bo­ra­zio­ne. Il gran­de pote­re di que­sto con­trol­lo col­la­bo­ra­ti­vo sta nel­lo svol­gi­men­to di un pro­ces­so pro­gram­ma­to in cui l’individuo pen­sa che la scel­ta che com­pie sia una sua libe­ra scel­ta, ma che in real­tà è una scel­ta tra quel­le che l’istituzione ti pro­po­ne.

Ed ecco che isti­tu­zio­ni qua­li Face­book ti met­to­no a dispo­si­zio­ne la ban­die­ra fran­ce­se da met­te­re sul­la foto del tuo pro­fi­lo per espri­me­re lo sde­gno ver­so gli atten­ta­ti del novem­bre 2015 a Pari­gi, ma non quel­le di Liba­no, Rus­sia o Nige­ria che han­no avu­to mol­te più vit­ti­me per attac­chi ter­ro­ri­sti­ci. Que­sta è sta­ta anche la pri­ma vol­ta che è sta­ta mes­sa a dispo­si­zio­ne la ban­die­ra per un atten­ta­to inve­ce che per un disa­stro natu­ra­le, dan­do una visio­ne euro-cen­tri­ca del mon­do, visio­ne che è raf­for­za­ta da azio­ni come simi­li a que­sta.

Que­sto nuo­vo tipo di con­trol­lo, basa­to sul con­sen­so, si avvi­ci­na mol­to al con­cet­to gram­scia­no di ege­mo­nia, dove non solo si mira alla for­ma­zio­ne di una volon­tà col­let­ti­va, capa­ce di tra­sfor­ma­re la socie­tà, ma anche alla crea­zio­ne di una nuo­va con­ce­zio­ne del mon­do.
L’egemonia costi­tui­sce il domi­nio cul­tu­ra­le di una clas­se che è in gra­do di impor­re i pro­pri pun­ti di vista attra­ver­so pra­ti­che quo­ti­dia­ne fino a giun­ge­re alla crea­zio­ne di un siste­ma com­ples­so di con­trol­lo.

Anche se Gram­sci ha vis­su­to in un’epoca assai diver­sa dal­la nostra, è sta­to il pri­mo ad avvi­ci­nar­si ad una veri­tà che ormai è sot­to gli occhi di tut­ti.

Quan­do tut­to il mon­do inte­ro è osser­va­to, sche­da­to, archi­via­to e nume­ra­to, l’u­ni­co modo per spa­ri­re è appa­ri­re, nascon­den­do la nostra vera iden­ti­tà all’in­ter­no di una vita appa­ren­te­men­te ordi­na­ria. Non sei più un uomo libe­ro, Harold. Sei solo un nume­ro.
[Deus Ex Machi­na – Mono­lo­go fina­le di Root]

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