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domenica, 26 Maggio 2024

Filie­re cor­te, filie­re lun­ghe… nien­te sarà più come pri­ma?

Il model­lo del­la fab­bri­ca post for­di­sta, distri­bui­ta, in rete, e ovvia­men­te delo­ca­liz­za­ta sem­bra, in que­sto perio­do di pan­de­mia, in “leg­ge­ro” affan­no.

Con­fin­du­stria chie­de sem­pre più tem­po al Gover­no, per la chiu­su­ra tota­le del­le atti­vi­tà non indi­spen­sa­bi­li.

I lavo­ra­to­ri sono car­ne da macel­lo… ieri le guer­re mon­dia­li, oggi una pan­de­mia.

Ovvia­men­te a que­sto c’è una spie­ga­zio­ne… un’azienda che pro­du­ce masche­ri­ne, con ogni pro­ba­bi­li­tà è sola­men­te un’azienda che assem­bla masche­ri­ne… ha biso­gno di chi pro­du­ce il tes­su­to TNT, che oltre a quel­la pro­du­zio­ne pro­du­ce, for­se, anche tes­su­ti per l’alta moda, e di chi pro­du­ce l’elastico, che maga­ri pro­du­ce anche che so… mutan­de. Ovvia­men­te la pri­ma azien­da pro­du­ce un bene indi­spen­sa­bi­le per que­sto momen­to, le altre due… no. Ma c’è un altro pro­ble­ma che è quel­lo di dove sono loca­liz­za­te que­ste azien­de, per­ché in que­sto model­lo, la logi­sti­ca diven­ta un’estensione stes­sa del­la linea di pro­du­zio­ne al di fuo­ri del­la fab­bri­ca. E la logi­sti­ca è quel­la che garan­ti­sce uno dei para­dig­mi del­la pro­du­zio­ne attua­le di qual­sia­si gene­re: il “just in time”.

Cam­bia­mo pro­spet­ti­va: oltre a esse­re alta­men­te inter­con­nes­so e for­te­men­te decen­tra­liz­za­to, il para­dig­ma post for­di­sta è anche alta­men­te finan­zia­riz­za­to.

Se chiu­do un set­to­re mer­ceo­lo­gi­co for­te­men­te inde­bi­ta­to con una ban­ca, quest’ultima potreb­be rea­gi­re riva­len­do­si sul set­to­re mer­ceo­lo­gi­co che non è chiu­so, che potreb­be esse­re un for­ni­to­re fon­da­men­ta­le per un altro set­to­re. Si cree­reb­be un effet­to domi­no che met­te­reb­be in ginoc­chio l’intero eco­si­ste­ma pro­dut­ti­vo.

In sin­te­si potreb­be­ro chiu­de­re azien­de con­si­de­ra­te stra­te­gi­che, per­ché han chiu­so i loro for­ni­to­ri chia­ve, altre per­ché han chiu­so i loro clien­ti, e altre per­ché il siste­ma finan­zia­rio le stran­go­la.

La liqui­di­tà va inve­sti­ta in finan­za per­ché ren­de di più. La nuo­va fron­tie­ra è la delo­ca­liz­za­zio­ne, l’organizzazione fles­si­bi­le e il lavo­ro agi­le. Que­sto era il man­tra, che ci è sta­to reci­ta­to da destra e da sini­stra, per man­te­ne­re il mon­do del lavo­ro sot­to costan­te ricat­to con l’obbiettivo di can­cel­la­re tut­ti i dirit­ti con­qui­sta­ti in anni di dure lot­te.

E la can­cel­la­zio­ne di que­sti dirit­ti lo si ven­de anche come ven­ga­no rispet­ta­te le più ele­men­ta­ri nor­me di sicu­rez­za in que­sto perio­do (non che la sicu­rez­za dei lavo­ra­to­ri sia il prin­ci­pa­le obbiet­ti­vo, non dico dei padro­ni, ma pro­prio di nes­su­no).

I lavo­ra­to­ri di Ama­zon sono costret­ti allo scio­pe­ro… mi sareb­be pia­ciu­to vede­re un sin­da­ca­to che davan­ti alle sedi di Ama­zon distri­bui­va masche­ri­ne e guan­ti ai lavo­ra­to­ri. In Fran­cia per la pau­sa pran­zo il sin­da­ca­to orga­niz­zò una distri­bu­zio­ne di un piat­to di pasta: ovvia­men­te fu costret­to a met­ter­si distan­te dall’ingresso. Il gior­no suc­ces­si­vo Ama­zon distri­buì dol­ci, con mol­ta pro­ba­bi­li­tà in ricor­do del­la famo­sa regi­na. In que­sto modo si sareb­be costret­to Ama­zon a inter­ve­ni­re, sen­za far paga­re un costo, in ter­mi­ni di sala­rio, ai lavo­ra­to­ri. Mi si potreb­be obbiet­ta­re: “ma se in Fran­cia a fron­te di un piat­to di pasta cal­do, han distri­bui­to dol­cet­ti, a fron­te di masche­ri­ne e guan­ti, avreb­be­ro distri­bui­to pre­ser­va­ti­vi?” For­se sì!

Sarà que­sta pan­de­mia a far avve­ra­re la pro­fe­zia di Adria­no Oli­vet­ti?

Il gran­de, il masto­don­ti­co, in tut­ti i tem­pi, in tut­ti i cam­pi, le fab­bri­che gigan­te­sche, le metro­po­li sovraf­fol­la­te, gli sta­ti accen­tra­ti e mono­po­li­sti­ci, i par­ti­ti di mas­sa, il gran­de, il gigan­te­sco sono sot­to accu­sa, sono sot­to pro­ces­so. Essi sono sen­za dub­bio i mostri del­la nostra epo­ca, desti­na­ti a peri­re come ani­ma­li anti­di­lu­via­ni, desti­na­ti pur essi a scom­pa­ri­re per lasciar luo­go a for­me di vita più agi­li, più armo­nio­se e, in una paro­la, più uma­ne”.

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