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giovedì, 7 Dicembre 2023

Arri­ve­der­ci e gra­zie per la tua mano e i tren­t’an­ni del­la tua vita!

Ha desta­to mol­to stu­po­re, sia sui social (sem­bra che nei social si diven­ti tut­ti un po’ più stu­pi­di), ma anche tra i media del­la bor­ghe­sia (que­sti inve­ce ci pren­do­no per stu­pi­di), la noti­zia del licen­zia­men­to di un ope­ra­io disa­bi­le, Osmu Labib di 61 anni, da par­te del­la Greift Ita­lia s.r.l.; dit­ta che pro­du­ce fusti e tani­che. L’operaio, che per­se una mano sot­to una pres­sa nel 1991, nel­la stes­sa azien­da, era addet­to alla posa dei tap­pi sui reci­pien­ti pro­dot­ti, pri­ma del­la ver­ni­cia­tu­ra.

Nel­la let­te­ra di licen­zia­men­to, si par­la di «giu­sti­fi­ca­to moti­vo ogget­ti­vo», e quin­di sen­za obbli­go di pre­av­vi­so. Si leg­ge inol­tre che «in segui­to a una rior­ga­niz­za­zio­ne azien­da­le e otti­miz­za­zio­ne dei pro­ces­si pro­dut­ti­vi» un robot, il “Paint Cap Appli­ca­tor” «svol­ge in auto­ma­ti­co il mede­si­mo lavo­ro sino a oggi da lei svol­to»: e inol­tre, nell’infinita bon­tà padro­na­le «Abbia­mo valu­ta­to la pos­si­bi­li­tà di asse­gnar­Le altre man­sio­ni, anche di livel­lo infe­rio­re ricon­du­ci­bi­li alla Sua pro­fes­sio­na­li­tà e comun­que a Lei util­men­te affi­da­bi­li. Pur­trop­po non è sta­ta repe­ri­ta alcu­na posi­zio­ne lavo­ra­ti­va vacan­te, essen­do tut­ti i posti già occu­pa­ti da altri dipen­den­ti».

La Greift Ita­lia, si leg­ge nel­la let­te­ra, sta attuan­do un pro­ces­so di rior­ga­niz­za­zio­ne e otti­miz­za­zio­ne dei pro­ces­si pro­dut­ti­vi, e l’introduzione di un robot la spin­ge ver­so i con­cet­ti di Indu­stria 4.0: biso­gne­reb­be però veri­fi­ca­re qua­li sono i livel­li di inter­ven­to sul­la linea del­la pro­du­zio­ne. Senz’altro, con que­sta pri­ma ope­ra­zio­ne, si veri­fi­ca uno spo­sta­men­to del valo­re, dal pro­dot­to al pro­ces­so, miglio­ran­do l’efficienza in un pun­to ben iden­ti­fi­ca­to del­la linea pro­dut­ti­va.

Vie­ne leci­to doman­dar­si qua­li saran­no i suc­ces­si­vi miglio­ra­men­ti da appor­ta­re alla linea, se la pro­du­zio­ne dei fusti e del­le tani­che, o la ver­ni­cia­tu­ra, non rie­sco­no ad esse­re così effi­cien­ti quan­to il P.C.A.

Senz’altro il robot ha intro­dot­to un ele­men­to di effi­cien­za e fles­si­bi­li­tà, in un pun­to ben pre­ci­so del­la linea, a cui “pro­ces­si” pri­ma e dopo dovran­no adat­tar­si. In que­sto modo si è intro­dot­to, sul­la linea, l’obbiettivo di un miglio­ra­men­to con­ti­nuo, non con­fron­ta­bi­le con fat­to­ri ester­ni (come con­cor­ren­za o mec­ca­ni­smi di mer­ca­to), ma solo con l’efficienza del­la linea stes­sa.

Qua­li le con­se­guen­ze per gli altri lavo­ra­to­ri? Facil­men­te imma­gi­na­bi­li: fles­si­bi­li­tà, dispo­ni­bi­li­tà, con­di­vi­sio­ne degli obbiet­ti­vi azien­da­li, ma non in un’ottica di miglio­ra­men­to del­le con­di­zio­ni di lavo­ro e livel­lo eco­no­mi­co, ma sola­men­te in mag­gior sfrut­ta­men­to da par­te del padro­ne, per arri­va­re fino alla pre­ca­rie­tà del­la pro­pria vita.

L’esempio di Osmu è un esem­pio per tut­ti: in ogni momen­to del­la nostra vita potrem­mo ritro­var­ci in mise­ria: que­sto è il fra­me che i media bor­ghe­si e i gover­ni ci comu­ni­ca­no, per far­ci abi­tua­re a que­sta (mol­to) pro­ba­bi­le futu­ra nostra con­di­zio­ne.

 

«Bon­tà oggi signi­fi­ca distru­zio­ne di colo­ro che impe­di­sco­no la bon­tà»
[Ber­told Bre­cht]

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