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domenica, 26 Maggio 2024

Con… per… Tec­ni­che di mani­po­la­zio­ni lin­gui­sti­che ai tem­pi del­la pan­de­mia

Con e per… due sem­pli­ci pre­po­si­zio­ni: ovve­ro quel­la par­te inva­ria­bi­le di un discor­so che crea un lega­me fra paro­le e fra­si, spe­ci­fi­can­do un rap­por­to reci­pro­co e una fun­zio­ne sin­tat­ti­ca del­la paro­la, locu­zio­ne o fra­se che la segue.

«Abbia­mo avu­to 250 deces­si, voglio sem­pre ricor­da­re che sono per­so­ne dece­du­te ‘con’ coro­na­vi­rus e non ‘per’ il coro­na­vi­rus, l’Iss sta facen­do tut­ta una serie di inda­gi­ni epi­de­mio­lo­gi­che e cli­ni­che». Que­ste sono le paro­le di Ange­lo Bor­rel­li com­mis­sa­rio straor­di­na­rio per l’e­mer­gen­za coro­na­vi­rus, nel­la con­fe­ren­za stam­pa del 13/03/2020.

Nel­la nostra lin­gua esi­sto­no paro­le sem­pli­cis­si­me e appa­ren­te­men­te inno­cue, come le con­giun­zio­ni e le pre­po­si­zio­ni che pos­so­no stra­vol­ge­re l’intero signi­fi­ca­to di una fra­se.

Mesco­lan­do l’ordine del­le paro­le e del­le con­giun­zio­ni, cam­bian­do le pre­po­si­zio­ni si pos­so­no otte­ne­re misce­le lin­gui­sti­che esplo­si­ve.

Se spa­ro a una per­so­na con una qual­sia­si pato­lo­gia, pos­so difen­der­mi dicen­do che quel­la è mor­ta “con la mia pal­lot­to­la” piut­to­sto che “per la mia pal­lot­to­la”? Cre­do pro­prio di no.

Quin­di se del­le per­so­ne con pato­lo­gie, che fino a ieri vive­va­no tran­quil­la­men­te, ma dopo che han­no con­trat­to il virus sono dece­du­te, per­ché si dovreb­be dire che sono mor­te per quel­le pato­lo­gie? For­se per nascon­de­re erro­ri e omis­sio­ni? Scel­te scel­le­ra­te fat­te pre­ce­den­te­men­te?

La for­ma vale più del con­te­nu­to. La col­lo­ca­zio­ne del­le paro­le è mol­to impor­tan­te nel­la mani­po­la­zio­ne lin­gui­sti­ca. L’arma prin­ci­pa­le dell’attacco lin­gui­sti­co alla men­te non è il con­te­nu­to, ma la for­ma, in pri­mo luo­go la posi­zio­ne del­le paro­le. Spes­so ciò che ci per­sua­de è invi­si­bi­le; più è invi­si­bi­le, mag­gio­re è il suo pote­re di per­sua­sio­ne.

 

«Sap­pia­mo bene che la real­tà tra­sfor­ma il lin­guag­gio. Il lin­guag­gio può tra­sfor­ma­re la real­tà.»
[A/traverso — 1976]

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